La più rilevante figura di filosofa che viene tramandata dall’antichità greca è quella di Ipazia d’Alessandria, esponente della scuola neoplatonica: fu a capo della prestigiosa Scuola di Alessandria d’Egitto e tale fu la sua fama da poter accedere, seppur donna, alle assemblee, in cui il suo parere e il suo consiglio erano tenuti in grande considerazione. Ella inoltre praticò il pubblico insegnamento, permettendo a chiunque di partecipare alle sue lezioni, ma fu proprio il potere acquisito che le costò la vita.
Pur non essendosi occupata direttamente di filosofia, è nota per i suoi studi anche Laura Bassi Veratti, che visse in pieno ‘700 in Italia: fu la seconda donna della penisola a laurearsi proprio in filosofia, dopo la discussione di una tesi “de universa re philosophica” e ottenne in tal modo il lettorato di “philosophia universa”, che conservò fino alla morte. Con il termine filosofia all’epoca si indicava la fisica, una disciplina che, anche se oggi viene considera una scienza dura, in realtà fu fortemente influenzata, almeno agli albori, dalle correnti filosofiche antiche.
Anche la chimica affonda in parte le proprie radici negli studi filosofici, essendo anch'essa una disciplina che pone al primo l'amore per la verità: si pensi solo a Maria l'Ebrea, la prima alchimista di cui abbiamo testimonianza, e ai suoi studi sui gradi di trasformazione dei metalli, messi in relazione con le fasi del giorno, i colori, gli stati mentali dell'uomo allo scopo di raggiungere l'Uno, considerato la perfezione.